Nostra Signora del vento

Avevo i capelli lunghi.
Una vita per farli crescere.
Rossi come diventava il rame quando mia nonna e la Cesca si chiudevano per due giorni nella cucina della casa al lago e non uscivano finché l’ultimo pentolino non era tirato a lucido.
Una mattina non mi sono sentita più rossa dentro, che ci vuole fuoco,energia e passione per portarlo un colore così.
Li ho tagliati.
E ho deciso che ero bianca.
Tipo Gandalf quando ritorna dagli abissi, e non lo sai se è vivo o morto comunque é bianco , potente, e tanto basta.
Credevo di non avere più bisogno che gli sguardi degli altri mi dicessero che ero bella.
Potevo permettermi persino di sembrare più vecchia. Un grande lusso per una donna signori miei.
Certo si fa presto a dire bianco.
Prima del bianco perfetto sei gialla, grigia, verdina che nemmeno le bandiere al Gay pride.
Ci ho messo due anni, ma ci sono arrivata.
Candida e immacolata.
Figo mi sono detta.
Ma perché non biondo pesca.
Ora sono qui che fisso questa strana signora color albicocca nello specchio.
E penso “lo hai fatto un’altra volta, stronza”
Perché sono così da sempre.
Scalo queste montagne altissime senza un motivo.
E gioco a salire più veloce degli altri, con uno zaino più pesante, senza ossigeno, magari bendata.
Quando arrivo in cima mica lo so più perché sono partita, allora scendo, senza nemmeno piantare una bandierina, che di essere arrivata fin lì davvero non m’importa.
Come quando in seconda liceo classico mi é sembrata un’idea vincente massacrarmi per fare due classi in una, con maturità finale. Ho studiato così tanto che Leopardi scansate proprio.
Per finire un anno prima, ho detto a tutti, ma non era mica vero.
Non me ne facevo niente del tempo.
Era il solito sacrificio inutile alla dea insaziabile che mi abita. Nostra signora delle voragini, prenditi anche la mia adolescenza, ma per una volta dimmi che non sono sbagliata.
All’università per me trenta era poco.
Il giorno della tesi correvo solo per la lode.
E poi nemmeno ho appeso la laurea alla parete. L’ha incorniciata mia madre. Nostra signora dell’apparire , fatti bella con la mia fatica.
Il diploma di scuola di specialità ho dimenticato di andare a ritirarlo.
Non sono diventata socia della società psicoanalitica che mi aveva formata.
Per essere accettata avrei dovuto scrivere una domanda con le mie motivazioni. Ci ho messo sei mesi. Ho ancora il foglio bianco, da qualche parte in soffitta.
Nostra signora del coronamento vedi a cosa rinuncio pur di farti incazzare.
Un giorno mi sono appassionata alla fotografia sportiva.
Sono diventata brava. Così mi dicevano.
Ma non mi bastava.
Volevo diventare la più brava.
Più di tutti gli uomini che affollavano la sala stampa e riempivano i giornali di immagini senz’anima.
Quando ci sono riuscita l’ho capito dal loro odio. Ma a me la sfida non interessava già più . Ero in qualche posto dall’altra parte del mondo, avevo sputato sangue per essere lì, volevo solo tornare a casa . Il pomeriggio in cui ho venduto i miei obiettivi non ho versato nemmeno una lacrima. Nostra signora del pieno e del vuoto, non importa quanto vado lontano, mi riporti sempre a te.
Eppure, nonostante tutto, i miei pezzi stanno insieme.
Ho dentro una linea rossa dritta come un fuso.
Mi tiene salda.
É la costanza dell’amore.
Sto da trent’anni con lo stesso uomo, il primo che mi ha avuto, l’unico che ho mai voluto avere.
Ho un figlio che ho saputo difendere da me.
Tifo Inter da una vita.
So ascoltare anche le cose non dette.
Mi chino per prendermi cura di chi incrocia la mia strada.
So perdonarmi.
Nostra Signora del vento gelido, in fondo ho vinto io.

Un pensiero su “Nostra Signora del vento

  1. Tu hai la capacità della versatilità che non è poca cosa, direi tutto l’opposto.
    Sai quando è tempo di cambiare e sai anche che ti interessa ben poco cosa possano dire gli altri.
    Donna forte, ciò non toglie la tenerezza che ti abita.
    È stato un piacere conoscerti.

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