La sciarpa bianca e rossa

La notte in cui il palazzetto dello sport é crollato avevo sedici anni.

Quattro giorni prima  era iniziato a nevicare, i milanesi avevano guardato i primi fiocchi con la solita espressione infastidita di chi ha già visto tutto e non ha tempo da perdere.

Ma la città é diventata bianca  tanto da non capire dove finissero le strade ed iniziasse il cielo.

Prima si sono fermate le macchine. Le persone però continuavano a camminare a testa bassa, i cappelli di lana calati sulla fronte  a nascondere pensieri.

E i tram, quelli andavano ancora.

Io abitavo in un condominio che si fingeva lussuoso,in una zona che mia madre, un po’ snob, si ostinava a chiamare San Siro. Era invece una terra di mezzo fra il gallaratese e la rivalsa.

Il mio tram era il quattordici,  arrancava in viale Certosa come una tradotta nella steppa.

E infine anche le rotaie sono scomparse.

La gente allora ha rallentato il passo e si ê arresa alla favola.

I miei amici  hanno costruito  un pupazzo un po’ sbilenco nel mezzo di un grande viale.

Avevo un moncler giallo, un improbabile fiocco di legno nei capelli ed ero un grumo di dolore e goffaggine.

Stavo in disparte.

Troppo pesante per non affondare.

Ma quella neve e quel ritmo sospeso  hanno dato un po’ di leggerezza anche a me.

Poi il Palazzetto é crollato, con il rumore sordo delle promesse disattese. Milano si é svegliata sentendosi colpevole per avere abbassato la guardia, per essersi fermata.

E il tempo é tornato ad accelerare.

La neve aveva lasciato il posto a un vento gelido, io andavo a scuola con il volto coperto da una sciarpona di lana bianca a strisce rosse.

Erano i colori della mia squadra di pallacanestro, che io chiamavo ancora Billy perché a Simac proprio non volevo abituarmi.

Quella squadra senza una casa, fatta da uomini “bassi”  e da un allenatore buffo, da quell’anno avrebbe dominato.

Ma questa é un’altra storia e  non c’entra con la neve, i sogni e le rivincite.

O forse sí…

 

2 pensieri su “La sciarpa bianca e rossa

  1. Vorrei incontrarti un giorno… E abbracciarti… Vorrei prepararti la mia tisana e vorrei stare in silenzio ad ascoltare le voci del cuore di due donne che non hanno nulla in comune ma si sono spesso capite profondamente ❤️

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